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Trasformazione, fusione e scissione



Introduzione
Il legislatore disciplina nello stesso Capo la trasformazione, la fusione e la scissione. Nonostante si tratti di procedimenti significativamente diversi, presentano, tuttavia, un minimo denominatore comune: la modificazione delle strutture organizzative dell'impresa in funzione di un adeguamento alle condizioni del mercato.

La trasformazione
La dottrina individua due tipologie principali di trasformazione:

- trasformazione omogenea che determina il cambiamento del tipo di società. In tal caso, una società di persone diventa socità di capitali, una società di capitali diventa società di persone e una società cooperativa non a mutualità prevalente diventa società di persone o di capitali;

- trasformazione eterogenea effettuata da una società di capitali o che da vita a una società di capitali. In tal caso le società di capitali possono trasformarsi in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni. Viceversa, i consorzi, le società consortili, le comunioni d'azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in società di capitali.

Il legislatore ha stabilito alcuni limiti alla trasformazione delle società, in particolare :

- limiti per la trasformazione che muta lo scopo economico della società;
- divieto di trasformazione di una società cooperativa a mutualità prevalente in società lucrativa anche con delibera all'unanimità;
- dal 2003 è stato predisposto un procedimento speciale per la trasformazione delle società cooperative, diverse da quelle a mutualità prevalente, in società lucrative o consorzi;
- non è consentita la trasformazione delle società di persone in cooperative.

In relazione alla trasformazione omogenea la legge ha stabilito diversi criteri di deliberazione in base al tipo di società. In particolare:

- per le società di persone, se l'atto costitutivo non dispone diversamente è sufficiente la maggioranza dei soci. È in ogni caso consentito il recesso al socio che non ha concorso alla decisione;
- per le società di capitali, è disposto che sia compito dell'assemblea straordinaria deliberare a maggioranza in materia, e richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata;
- per le società cooperative sono stati fissate le seguenti regole: voto favorevole di almeno la metà dei soci se questi sono più di 50; voto favorevole di almeno i 2/3 dei soci se questi sono meno di 50; voto favorevole dei 2/3 dei votanti che rappresentino almeno il 20% dei soci se la società è composta da più di diecimila soci.

La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e contenuto del tipo di società prescelto. In particolare:

- nel caso di trasformazione in una società di capitali, gli amministratori devono predisporre una relazione per illustrare la motivazione e gli effetti della trasformazione depositandone una copia nella sede sociale almeno trenta giorni prima dell'assemblea. La delibera è soggetta a controllo di legittimità da parte di un notaio ed ha effetto dal momento dell'iscrizione nel registro delle imprese;
- nel caso di trasformazione da società di persone a società di capitali, alla delibera per atto pubblico, deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale redatta secondo le norme dei conferimenti;
- nel caso di trasfrmazione in una società cooperativa diversa da quella a mutualità prevalente, bisogna devolvere ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione il valore effettivo del patrimonio esistente alla data della trasformazione dedotti, il capitale versato e rivalutato, e i dividenti non ancora distribuiti.

In relazione alla trasformazione eterogenea, situazione per cui una società di capitali si trasforma in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni, si applica la disciplina della trasformazione omogenea, ma sono richieste maggioranze più elevate.

Il legislatore stabilisce che anche i consorzi, le società consortili, le comunioni d'azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una società di capitali rispettando i seguenti vincoli:

- per i consorzi, l'operazione di trasformazione deve essere approvata a maggioranza assoluta dei consorziati;
- per le comunioni d'azienda è richiesto il voto favorevole di tutti i partecipanti alla comunione;
- per le società consortili e le associazioni sono richieste le stesse maggioranze come nel caso dello scioglimento anticipato;
- nel caso di trasformazione delle fondazioni l'operazione è disposta dall'autorità governativa su richiesta dell'organo competente;
- unici divieti e limitazioni riguardano le trasformazioni di associazioni e fondazioni che hanno ricevuto fondi pubblici.

Infine, è utile precisare che le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano trascorsi sessanta giorni dall'ultimo adempimento pubblicitario richiesto, ed entro tale termine i creditori possono fare opposizione all'operazione di trasformazione.


La fusione
Il legislatore individua fondamentalmente due macroclassi per le operazioni di fusione:

- fusione in senso stretto, per la quale una o più società si estinguono per formarne una nuova il cui patrimonio risulta dalla fusione dei patrimoni delle società estinte;
- fusione per incorporazione, per la quale una o più società si estinguono e il loro patrimonio è assorbito da un'altra società che continua a sussistere ed il cui patrimonio è modificato dall'assorbimento degli elementi patrimoniali delle società incorporate.

In generale, la fusione può avvenire fra società dello stesso tipo o anche di tipo diverso, ed in quest'ultimo caso alla fusione si accompagna la trasformazione di una o più delle società che si fondono. Il legislatore, precisa però che l'operazione di fusione non è consentita per le società in stato di liquidazione.

L'operazione di fusione, così come stabilito dalla legge, si attua in tre fasi:

- il progetto di fusione, redatto dagli amministratori delle società partecipanti all'operazione, nel quale sono indicate sulla base delle trattative intercorse le condizioni e le modalità dell'operazione da sottoporre all'assemblea. Il progetto di fusione deve avere lo stesso contenuto per tutte le società partecipanti e deve indicare: il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede delle società partecipanti alla fusione; l'atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante; il rapporto di cambio delle azioni o delle quote e deve essere specificato anche l'eventuale conguaglio in danaro che non può superare il 10% del valore nominale delle quote o azioni assegnate.
Il progetto di fusione deve esser iscritto nel registro delle imprese dove hanno sede le società che partecipano all'operazione, e tale documentazione contiene anche: la situazione patrimoniale redatta dagli amministratori secondo i principi del bilancio e i criteri di valutazione prudenziali da esso stabilito; la relazione degli amministratori che illustra e giustifica il progetto di fusione e il rapporto di cambio; la relazione degli esperti designati dal tribunale, i quali devono relazionare sulla congruità del rapporto di cambio ed esprimere un parere sull'adeguatezza del metodo seguito dagli amministratori. Infine è stabilito che tutti i documenti debbano essere depositati insieme ai bilanci degli ultimi tre esercizi delle società che partecipano alla fusione in copia nelle sedi delle società entro 30 giorni dalla convocazione dell'assemblea.

- la delibera di fusione, attuata da ciascuna società partecipante. Per le società di persone è previsto il consenso della maggioranza dei soci secondo la parte attribuita negli utili; per le società di capitali è invece prevista la maggioranza richiesta per l'assemblea straordinaria. Le delibere di fusione delle singole società devono essere iscritte nel registro delle imprese dopo il controllo di legalità del notaio. La fusione si attua dopo 60 gg dall'iscrizione, ed entro tale termine ciascun creditore puo fare opposizione. L'opposizione sospende il procedimento, e sino all'esito del giudizio, il tribunale può stabilire che la fusione abbia luogo previa prestazione da parte della società di dare garanzia ai creditori opponenti.

- l'atto di fusione, redatto congiuntamente dagli amministratori delle società coinvolte ed iscritto nel registro delle imprese. Dopo l'iscrizione decorrono gli effetti della fusione e i soci o i terzi danneggiati possono agire solo per il risarcimento del danno, poichè l'invalidità dell'atto non può più essere pronunciata; l'attuale disciplina regola la redazione del primo bilancio dopo la fusione e fissa i criteri per l'imputazione dell'eventuale disavanzo dovuto alla fusione.


La scissione
La scissione della società si esegue mediante il trasferimento di tutto o parte del patrimonio sociale a più società preesistenti o di nuova costituzione, assegnando le azioni o quote di quest'ultime ai soci della prima. In generale, è previsto che alla scissione sono applicabili le norme della fusione poichè compatibili.

Il legislatore contempla diverse modalità relative alla scissione:

- scissione totale, in seguito alla quale, l'intero patrimonio che si scinde viene trasferito a più società. In tale situazione la prima società si estingue senza però che si abbia liquidazione;
- scissione parziale, in seguito alla quale, solo parte del patrimonio della società viene trasferito ad uno o più società.

In generale, secondo il nostro ordinamento, a beneficiare della scissione possono essere, società di nuova costituzione o una o più società esistenti. La principale funzione che viene riconosciuta all'operazione di scissione è rappresentata dalla razionalizzazione dell'organizzazione aziendale. Infatti, nelle società che esercitano molteplici attività economiche attraverso rami differenziati d'azienda, la scissione produce la responsabilità solidale di tutte le società nei limiti del patrimonio netto ad essa trasferito. Il che rappresenta ovviamente un notevole vantaggio soprattutto per le società di grandi dimensioni.

In relazione al procedimento di scissione, il legislatore si rifà alle regole dettate per la fusione, ed in particolare gli amministratori delle società partecipanti alla scissione devono redigere un progetto di scissione sottoposto a pubblicità giuridica. Oltre alle indicazioni previste nel caso di una fusione, tale documento deve contenere:

- l'esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a ciascuna società beneficiaria l'eventuale conguaglio in denaro;
- i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle società beneficiarie.

Inoltre, la legge specifica la sorte degli elementi attivi e passivi del bilancio relativamente al fatto che si tratti di scissione totale o parziale. In particolare:

- per quanto riguarda la scissione totale, è disposto che le attivita di incerta attribuzione siano trasferite a ciascuna società beneficiaria in proporzione della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse, mentre delle passività di dubbia imputazione rispondono solo le società beneficiarie;
- nel caso di scissione parziale, le attività restano in testa alla trasferente, mentre per le passività rispondo in solido sia la prima sia le beneficiarie, le quali rispondono, però limitatamente al patrimonio netto loro trasferito.

Il legislatore, stabilisce inoltre che la società che si scinde non ha l'obbligo di attribuire a ciascun socio un pacchetto di azioni o quote di tutte le società beneficiarie, ma i soci che non approvano la scissione possono fare acquistare le proprie azioni dai soggetti indicati nel progetto di scissione per un corrispettivo determinato come nell'ipotesi di recesso. Infine, la legge precisa che in caso di scissione, tutte le società coinvolte sono garanti del debito trasferito in via sussidiaria.