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Quando l'utile da tax haven è soggetto a tassazione ordinaria
Disapplicabile la norma antielusiva dettata dall'articolo 167 del Tuir se la documentazione esibita
prova che dal possesso delle partecipazioni non deriva la localizzazione dei redditi nel paradiso fiscale


Per i redditi prodotti da una società controllata, con sede legale in uno Stato membro dell'Unione europea (Germania) ma con sede di direzione effettiva in uno Stato a fiscalità privilegiata (Svizzera), è possibile disapplicare la normativa Cfc. Questo a condizione che l'utile conseguito sia integralmente soggetto a tassazione in modo continuativo e sistematico nello Stato in cui la controllata ha sede legale. In estrema sintesi, è il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 381/E del 18 dicembre.

Il caso in questione
Il documento di prassi prende le mosse dal caso di una società italiana che possiede il controllo di una società residente in Germania ma che ha la sede di direzione effettiva in Svizzera, considerato Stato a regime fiscale privilegiato. La controllata, secondo la normativa elvetica, è una società mista ovvero una società di amministrazione che ha nel territorio del cantone in cui è localizzata soltanto una sede mentre l'attività è svolta quasi esclusivamente all'estero e gode per questo motivo di un trattamento fiscale privilegiato che si concretizza nel fatto di essere sottoposta a tassazione federale ordinaria e a tassazione cantonale e municipale privilegiata. In Germania, poi, il reddito è integralmente soggetto a tassazione ordinaria in modo continuativo e sistematico con possibilità di scomputare l'imposta dovuta in Svizzera secondo quanto previsto dalla Convenzione contro le doppie imposizioni. Inoltre la controllata non ha in Svizzera alcun dipendente, non dispone di una organizzazione che le permetta di gestire pagamenti relativi a finanziamenti e tenuta della contabilità e gli amministratori, in quanto dipendenti di altre società del gruppo, non ricevono alcun compenso.
La disciplina antielusiva
La normativa italiana prevede che a una società si applichi la disciplina antielusiva di cui all'articolo 167 del Tuir nel caso in cui un soggetto residente in Italia detenga, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di un'impresa, di una società o di un altro ente, residente o localizzato in Stati o territori con regime fiscale privilegiato. Lo stesso articolo 167 prevede la possibilità della sua disapplicazione nel caso in cui il contribuente, con interpello obbligatorio (le modalità sono indicate nell'articolo 11 della legge 212/2000), riesca a provare alternativamente: che l'impresa estera, avvalendosi della propria struttura organizzata, svolge effettivamente, come attività principale, un'attività industriale o commerciale nello Stato o nel territorio in cui ha sede (prima esimente); che dalle partecipazioni non consegue l'effetto di localizzare i redditi in Stati o territori in cui sono sottoposti a regimi fiscali privilegiati (seconda esimente).
La posizione dell'Agenzia
Relativamente alla prima esimente, l'Agenzia fa notare che non può trovare applicazione in quanto l'attività esercitata presso la sede di direzione effettiva svizzera non si avvale di una struttura organizzativa idonea. Quanto alla seconda esimente, evidenzia che l'istante ha il controllo indiretto della società a responsabilità limitata tedesca, che esercita la propria attività in Svizzera; il reddito è soggetto in Svizzera a tassazione federale e a cantonale e municipale privilegiata; il reddito della società, infine, è integralmente assoggettato a tassazione in Germania, Paese non incluso nella black list. Il riconoscimento di questa esimente può però essere valutato tenendo conto dello status della società estera. Infatti, la società tedesca, con sede legale in Germania, ha stabilito la sede di direzione effettiva in Svizzera acquisendo pertanto anche la residenza fiscale nel territorio elvetico. Di conseguenza, secondo quanto previsto dalla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Germania e Svizzera e in base a quanto indicato dall'istante, il reddito prodotto in Svizzera dalla controllata è soggetto a tassazione in tutte e due i Paesi. In conclusione, per l'Agenzia, dal possesso delle partecipazioni nella società elvetica non deriva la localizzazione di redditi nello Stato a fiscalità privilegiata sempre che risulti, come indicato nell'istanza, che il reddito lì prodotto è stato assoggettato a tassazione ordinaria in Germania. Di conseguenza, anche alla luce della documentazione prodotta dall'interessato, l'istanza di disapplicazione per i redditi conseguiti dalla controllata può essere accolta. Ma limitatamente all'annualità oggetto di analisi e ai successivi periodi d'imposta per i quali continuino a permanere i presupposti di fatto e di diritto che sono a base della risposta dell'Amministrazione.