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Il nuovo tasso di interesse legale all'1,5% appesantisce ancor più il ravvedimento operoso; peraltro, la nuova misura del saggio legale comporta aggravi d'imposta sparsi nelle varie disposizioni del Tuir. Dopo che il dm 21/5/09 aveva modificato i principali tassi di interesse per rateizzazioni, sospensioni e rimborsi di imposta, il dm 7 dicembre 2010 completa l'opera ritoccando direttamente il tasso di interesse legale e, indirettamente, le residue disposizioni fiscali che prendono tale parametro a base del calcolo degli interessi. Per regolarizzare gli omessi, insufficienti o tardivi versamenti di tributi mediante il ravvedimento operoso, occorre corrispondere, oltre alla prevista sanzione ridotta, anche gli interessi moratori calcolati al tasso legale, con maturazione giorno per giorno, a partire dal giorno successivo a quello entro il quale doveva essere assolto l'adempimento e fino al giorno in cui si effettua il pagamento. Per il computo degli interessi da corrispondere il nuovo tasso dell'1,5% va applicato solo in relazione al periodo di tempo intercorrente tra il primo gennaio 2011 e il giorno dell'effettivo versamento tardivo. In tal modo oltre all'aggravio in tema di ridimensionamento delle sanzioni ridotte, occorrerà fare i conti anche con l'aumento del tasso di interesse da corrispondere sui versamenti tardivi.
Oltre a tale effetto, di sicuro impatto immediato, l'incremento del tasso legale ha effetti tributari anche su altre disposizioni non meno importanti. Si pensi alle modalità di pagamento legate alle nuove opportunità di definizione degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione introdotte, rispettivamente, dall'art. 5 e dall'articolo 5-bis del dlgs n. 218/97. L'adesione è perfezionabile anche attraverso il pagamento rateale degli importi dovuti previa corresponsione, appunto, degli interessi legali.
Le altre forme di adesione previste dallo stesso dlgs n. 218/97, nonché dall'art. 48 dlgs n. 546/92, non subiscono la stessa riduzione. Il riferimento è agli istituti dell'accertamento con adesione, dell'acquiescenza e della conciliazione giudiziale, per i quali la misura degli interessi dovuti a seguito di rateizzazione non è ancorata al saggio legale ma fissata al 3,5%, a decorrere dal primo gennaio 2010, dal dm 21/5/09.
Ulteriori fattispecie interessate al nuovo tasso di interesse legale sono quelle previste dal Tuir agli articoli 45 e 89. Nel primo caso si tratta della misura degli interessi imponibili da determinare su capitali dati a mutuo nel caso in cui gli stessi non siano determinati per iscritto. Nel secondo caso si tratta della medesima situazione configurabile però in capo a società di capitali e quindi finalizzata alla determinazione del reddito d'impresa.
Occorre inoltre sottolineare che alcune disposizioni di rivalutazione, caratterizzate dal versamento di imposte sostitutive, eventualmente rateizzabili, non subiscono la variazione del tasso di interesse. È il caso della rateizzazione dell'imposta sostitutiva dovuta per la rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni. In tal caso gli interessi dovuti per la rateizzazione rimangono fermi al 3%, in quanto tale misura non è collegata al tasso legale.
La variazione del tasso legale ha effetto anche in relazione alle sanzioni civili previste per l'omesso o ritardato versamento di contributi previdenziali e assistenziali, ai sensi dell'art. 116 comma 15 della legge n. 388/2000.