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Il Finanziamento tramite Emissione di Corporate Bond

 

Il prestito obbligazionario

 

Il prestito obbligazionario (corporate bond) è uno strumento di finanziamento a medio-lungo termine basato sull’emissione di titoli di debito generalmente al portatore ma in alcuni casi anche nominali.

E’ una soluzione alternativa in quanto permette di reperire capitali direttamente sul mercato senza ricorrere al prestito bancario.

Con un’emissione obbligazionaria si instaura un rapporto giuridico tra la società emittente e la figura del creditore, che può essere sia un investitore istituzionale, ma anche una persona fisica che vuole investire in modo sicuro i propri risparmi. La caratteristica che lo contraddistingue da un prestito bancario consiste nelle modalità di rimborso in quanto questo viene frazionato con scadenze che possono essere trimestrali, semestrali o annuali.

 

Quali sono i soggetti interessati?

 

Possono usufruire del finanziamento con capitale di debito le società per azioni (Spa), le società in accomandita per azioni (Sapa). Dal 1 gennaio 2004 la possibilità di emettere un prestito obbligazionario è stata estesa anche alle società a responsabilità limitata (Srl).

 

Quali sono i vantaggi?

 

1)    Reperire risorse finanziarie direttamente sul mercato, senza appesantire il rapporto con le banche;

2)    Diversificare le fonti di finanziamento;

3)    Pianificazione delle scadenze temporali di fonti e impieghi e maggiore coincidenza tra queste, anche in termini di maggior duration;

4)    Assenza di garanzie reali obbligatorie;

5)    Miglioramento dell’immagine e diffusione del marchio dell’emittente.

 

Le diverse tipologie

Le obbligazioni (corporate bond), possono essere strutturate in vari modi e con diverse forme:

 

1)    Ordinarie (coupon bond)

 

Sono titoli di debito espressamente regolati dal codice e quindi “tipici”. Prevedono il rimborso di una cedola con frequenza trimestrale, semestrale o annuale, quindi il rimborso alla scadenza del valore nominale.

 

2)    Zero coupon

 

Sono titoli privi di cedola, il cui rendimento è dato dalla differenza fra il prezzo di sottoscrizione e il prezzo di rimborso; 

Il titolo viene emesso generalmente “sotto la pari”e rimborsato alla scadenza al valore nominale

 

3)    Indicizzate

 

Sono titoli il cui capitale e/o interesse viene agganciato a parametri di rivalutazione.

Vengono rimborsate “alla pari” se l’indicizzazione riguarda i soli interessi, “sopra la pari” se l’indicizzazione riguarda il capitale.

 

4)    Convertibili

 

Sono obbligazioni il cui rimborso può avvenire, a discrezione del sottoscrittore, con la consegna di titoli di natura diversa, ad esempio azioni della società emittente o di altre società, per un importo corrispondente al valore nominale dell’obbligazione.

 

5)    Obbligazioni cum warrant

presentano uno scema contrattuale simile a quello delle obbligazioni convertibili differenziandosi in quanto il sottoscrittore sottoscrive due strumenti:

      - l’obbligazione (tradizionale)

      - il warrant

Il warrant uno strumento di natura opzionale che consente all’investitore di sottoscrivere azioni della società emittente attraverso modalità prestabilite nel momento della sottoscrizione. Il warrant non dà luogo ad una conversione di titoli obbligazionari in azioni ma permette di stabilire le specifiche contrattuali per un investimento aggiuntivo.

 

 

Come avviene il processo

 

Il processo di emissione prevede la formulazione di un programma nel quale devono essere indicati l’ammontare del capitale sociale, l’ammontare complessivo del prestito, la durata e il tasso di remunerazione.

 

Le modalità specifiche si differenziano sulla base della normativa vigente nel Paese nel quale è locata la sede legale della società interessata.

 

In generale l’importo del prestito obbligazionario non può eccedere il capitale sociale sulla base dell’ultimo bilancio approvato, senza dover presentare garanzie aggiuntive.

Si possono però emettere obbligazioni per importi superiori a quello indicato nel momento in cui siano garantite da ipoteche su immobili di proprietà sociale fino a 2/3 del valore.

 

Le modalità di collocamento

Il collocamento dei corporate bond può avvenire:

1)    Attraverso una public offering, un’offerta indirizzata ad un largo numero di investitori istituzionali o persone fisiche (applicabilità della disciplina della sollecitazione al pubblico risparmio). In questo caso la vendita sul mercato avviene  per il tramite di un sindacato di collocamento;

2)    Attraverso un Private Placement. In questo caso la fase di collocamento avviene privatamente verso un numero ristretto di investitori (solitamente istituzionali).

 

 

 

 

Durante i primi anni successivi all’introduzione della moneta unica numerose imprese del vecchio continente si sono avvicinate al mercato dei corporate bonds per via degli innumerevoli vantaggi riscontrati con l’eliminazione del rischio di cambio. Questo ha facilitato l’accesso a molte imprese per una fonte di finanziamento alternativa al canale bancario fino ad allora sfruttata solo da poche aziende di grandi dimensioni. Tuttavia le imprese italiane, fino ad ora, non sono state capaci di usufruire di questo metodo di finanziamento alternativo per via dell’esiguo sviluppo dei mercati intermedi, i cosiddetti “gray market” o anche “over the counter (OTC)”e per la forte attività di vigilanza dell’Autority sul mercato principale (Borsa Italiana S.p.a.). Peraltro è recente l’entrata in vigore della direttiva sul prospetto unico, che si propone di creare un passaporto unico per gli emittenti dell’area europea, fornendo agli stessi la possibilità di collocare strumenti finanziari in diversi stati con un unico prospetto, in modo da agevolare il superamento delle barriere menzionate, facilitando ulteriormente lo sviluppo e l’integrazione del mercato europeo dei corporate bonds.

 

Caratteristiche Tecniche Corporate Bond

 

Dal punto di vista tecnico i corporate bonds sono emessi con una scadenza generalmente di medio termine (5-10 anni).

Il rimborso può essere effettuato integralmente alla scadenza o nell’ultimo periodo di vita del prestito in base a un predeterminato piano di ammortamento.

La struttura dell’obbligazione è generalmente studiata rispettando l’obiettivo di minimizzazione dei costi da parte del prenditore, in relazione alle aspettative degli investitori. La tendenza attuale è quella di proporre strutture tecniche piuttosto standard e ricorrenti, al fine di facilitarne la valutazione e la liquidità sul mercato.

Durante l’emissione obbligazionaria viene effettuata una valutazione sul merito creditizio. Tale valutazione viene effettuata da società apposite di rating (tra le più conosciute Standard & Poor’s, Moody’s o Fitch) le quali classificano i titoli emessi secondo criteri di solvibilità che rispecchiano la capacità dell’emittente di far fronte agli impegni assunti.

Lo sviluppo del finanziamento con capitale di debito si nota nei mercati internazionali in quanto la sottoscrizione è agevolata dalla presenza dei cosiddetti gray market o mercati intermedi. Negli anni passati le emissioni venivano collocate direttamente sulle piazze ufficiali, creando così un’incertezza in quanto la società emittente molte volte non era in grado di prevedere la reazione del mercato. In risposta a tale incertezza il gray market  prende avvio lo stesso giorno di annuncio di una nuova emissione permettendo così alla società emittente di avere un riscontro immediato circa il gradimento espresso dal mercato sul titolo, inoltre i prezzi registrati nel gray market influenzano il prezzo definitivo del titolo. Per le società questa opportunità è molto interessante in quanto la vendita sul gray market comporta in ogni caso un minor sforzo commerciale e distributivo .