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GLI ADEMPIMENTI IMMEDIATI DEL CURATORE

LE NUOVE DISPOSIZIONI DEL CAPO IV° DELLA LEGGE FALLIMENTARE

DELLA CUSTODIA E DELL'AMMINISTRAZIONE DELLE ATTIVITA' FALLIMENTARI

  • apposizione dei sigilli (art.84)

Dopo avere accettato l'incarico, il curatore procede ai sensi del c.p.c. all'apposizione dei sigilli sui beni che si trovano nella sede dell'impresa. Per tale incombenza può servirsi anche di un notaio. In caso di problemi può servirsi della forza pubblica mediante apposita richiesta. In caso di più luoghi il curatore può servirsi di coadiutori. Si applica l'art. 758 c.p.c.

  • consegna del denaro, titoli, scritture contabili e dell'altra documentazione (art.86)

Il curatore riceve in consegna:

  1. Il denaro in contante al fine di depositarlo sul conto della procedura;

  2. le cambiali e gli altri titoli, compresi quelli scaduti;

  3. Le scritture contabili e ogni altra documentazione dal medesimo richiesta, se non ancora depositata in cancelleria.

Viene esplicitamente previsto che le scritture contabili possano essere depositate in luogo diverso dalla sede o dal tribunale dietro autorizzazione del giudice delegato.

Viene anche esplicitamente normato il rapporto fra il fallito ed il curatore in merito al diritto di visione della documentazione contabile. Il fallito (ovvero gli amministratori in caso di fallimento della società) possono prendere visione della documentazione anche dopo il fallimento. Il dovere di esibizione della suddetta documentazione da parte del curatore è anche nei confronti di chiunque ne abbia il diritto (come ad esempio l'Amministrazione Finanziaria). In caso di rifiuto del curatore, l'interessato può proporre ricorso al giudice delegato che provvede con decreto motivato (la norma non prevede che venga sentito il curatore).

Gli aventi diritto, dietro apposita autorizzazione del giudice delegato, possono estrarre copia della documentazione a loro spese.    

  • inventario (art.87)

Nel più breve tempo possibile il curatore, con l'assistenza del cancellerie, rimuove i sigilli e procede alle operazioni di inventario secondo le norme del c.p.c.

Il curatore da avviso dell'inizio della procedura di inventario al fallito ed al comitato dei creditori se nominato, che possono assistere. Possono intervenire anche i creditori.

La nomina dello stimatore, se del caso, spetta al curatore.

L'inventario si chiude come nel passato, con la dichiarazione del fallito o degli amministratori nel caso di società, dell'esistenza o meno di altri beni da inventariare, con l'avvertimento delle pene stabilite dall'art. 220 L.F.

L'inventario è redatto in doppio originale, uno dei quali è depositato in cancelleria.

  • inventario su altri beni (art.87 bis)

Questo nuovo articolo introdotto dalla riforma, costituisce una continuazione ed una specificazione della norma riguardante la redazione dell'inventario e ha l'obiettivo di semplificare enormemente il procedimento di separazione dei beni di terzi da quelli di pertinenza del fallimento.

Qualora vi sia "chiara riconoscibilità" del diritto reale o personale sui beni mobili da parte dei terzi, con decreto del giudice su istanza della parte interessata e con il consenso del giudice delegato e del comitato dei creditori (anche provvisorio), tali beni possono essere restituiti ai terzi.

Nei casi suddetti, la norma dispensa l'inclusione di tali beni nell'inventario.

Qualora la proprietà dei beni sia del fallito, ma un terzo vanti il diritto di detenzione in base a titolo opponibile al curatore, tali beni sono inclusi nell'inventario anche se non sono presi in consegna in virtù del titolo e ciò a norma dell'art. 88.

  • presa in consegna dei beni del fallito da parte del curatore (art.88)

L'art. 88 non è stato modificato dalla riforma, pertanto continua a prevedere che il curatore prende in consegna i beni della procedura con l'inventario "insieme con le scritture contabili e i documenti del fallito".

Non è dato di comprendere come mai sia stata lasciata inalterata la disposizione di cui al secondo comma della norma in commento,  secondo la quale in caso di esistenza di beni immobili o altri beni iscritti nei pubblici registri è fatto obbligo al curatore di notificare un estratto della sentenza dichiarativa del fallimento ai competenti uffici affinché sia annotata nei pubblici registri.

E' infatti di pubblico dominio che nessun ufficio pubblico accetta di trascrivere il solo estratto della sentenza di fallimento, e che la trascrizione non avviene in base alla semplice notifica della sentenza di fallimento, ma è necessario adempiere agli incombenti previsti da norme speciali (come il caso della conservatoria dei registri immobiliari ove la trascrizione avviene esclusivamente in via informatica). 

  • elenchi dei creditori e dei titolari di diritti reali mobiliari e bilancio (art.89)

Anche l'art. 89 è stato poco innovato dalla riforma. Anch'esso continua a prevedere che il curatore, in base alle scritture contabili "e di altre notizie che può raccogliere",  redige l'elenco dei creditori. In tale elenco indicherà:

  1. l'importo del credito;

  2. l'eventuale diritto di prelazione connesso alò credito;

  3. indica i titolari di diritti reali e personali, mobiliari ed immobiliari, sui beni del fallito indicandone il titolo

Il suddetto elenco è depositato in cancelleria.

Il secondo comma della norma è immutato rispetto alla versione precedentemente in vigore. Il curatore deve addirittura redigere il bilancio dell'ultimo esercizio, se non è stato presentato dal fallito nel termine stabilito, ed apportare le rettifiche necessarie e le eventuali aggiunte ai bilanci e agli elenchi presentati in caso di richiesta di fallimento in proprio.

  • fascicolo della procedura (art.90)

Viene dettata una normativa ad hoc per quanto concerne la formazione ed il funzionamento del fascicolo fallimentare, che può essere anche tenuto in forma informatica. Tale fascicolo potrà anche essere organizzato in sezioni alcune delle quali potranno essere riservate e quindi custodite separatamente. Del fascicolo è comunque redatto un indice a carico del cancelliere.

Viene esplicitamente previsto che il fascicolo nella sua interezza potrà essere visionato dal comitato dei creditori o anche disgiuntamente da uno dei suoi membri.

Anche il fallito potrà visionare il fascicolo, ma non le parti eventualmente riservate e la relazione del curatore redatta ai sensi dell'art. 33 L.F.

I terzi e i creditori potranno estrarre copia degli atti e dei documenti per i quali sussiste un loro specifico interesse, previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il curatore.

 

Riferimenti alla Legge fallimentare in vigore dal 16.07.2006

Art. 84. Dei sigilli.  Dichiarato il fallimento, il curatore procede, secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile, all’apposizione dei sigilli sui beni che si trovano nella sede principale dell’impresa e sugli altri beni del debitore.

Il curatore può richiedere l’assistenza della forza pubblica.

Se i beni o le cose si trovano in più luoghi e non è agevole l’immediato completamento delle operazioni, l’apposizione dei sigilli può essere delegata a uno o più coadiutori designati dal giudice delegato.

Per i beni e le cose sulle quali non è possibile apporre i sigilli si procede a norma dell’articolo 758 del codice di procedura civile.

Art. 86. Consegna del denaro, titoli, scritture contabili e di altra documentazione.  Devono essere consegnate al curatore:

a) il denaro contante per essere dal medesimo depositato a norma dell’articolo 34;

b) le cambiali e gli altri titoli compresi quelli scaduti;

c) le scritture contabili e ogni altra documentazione dal medesimo richiesta o acquisita se non ancora depositate in cancelleria.

Il giudice delegato può autorizzarne il deposito in luogo idoneo, anche presso terzi. In ogni caso, il curatore deve esibire le scritture contabili a richiesta del fallito o di chi ne abbia diritto. Nel caso in cui il curatore non ritenga di dover esibire la documentazione richiesta, l’interessato può proporre ricorso al giudice delegato che provvede con decreto motivato.

Può essere richiesto il rilascio di copia, previa autorizzazione del giudice delegato, a cura e spese del richiedente

Art. 87. Inventario.  Il curatore, rimossi i sigilli, redige l’inventario nel più breve termine possibile secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile, presenti o avvisati il fallito e il comitato dei creditori, se nominato, formando, con l’assistenza

del cancelliere, processo verbale delle attività compiute. Possono intervenire i creditori.

Il curatore, quando occorre, nomina uno stimatore.

Prima di chiudere l’inventario il curatore invita il fallito o, se si tratta di società, gli amministratori a dichiarare se hanno notizia che esistano altre attività da comprendere nell’inventario, avvertendoli delle pene stabilite dall’articolo 220 in caso di falsa o omessa dichiarazione.

L’inventario è redatto in doppio originale e sottoscritto da tutti gli intervenuti. Uno degli originali deve essere depositato nella cancelleria del tribunale.

Art. 87bis. Inventario su altri beni.  In deroga a quanto previsto dagli articoli 52 e 103, i beni mobili sui quali i terzi vantano diritti reali o personali chiaramente riconoscibili possono essere restituiti con decreto del giudice delegato, su istanza della parte interessata e con il consenso del curatore e del comitato dei creditori, anche provvisoriamente nominato.

I beni di cui al primo comma possono non essere inclusi nell’inventario.

Sono inventariati i beni di proprietà del fallito per i quali il terzo detentore ha diritto di rimanere nel godimento in virtù di un titolo negoziale opponibile al curatore. Tali beni non sono soggetti alla presa in consegna a norma dell’articolo 88.

Art. 88. Presa in consegna dei beni del fallito da parte del curatore.  Il curatore prende in consegna i beni di mano in mano che ne fa l’inventario insieme con le scritture contabili e i documenti del fallito.

Se il fallito possiede immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, il curatore notifica un estratto della sentenza dichiarativa di fallimento ai competenti uffici, perché sia annotato nei pubblici registri.

Art. 89. Elenchi dei creditori e dei titolari di diritti reali mobiliari e bilancio.  Il curatore, in base alle scritture contabili del fallito e delle altre notizie che può raccogliere, deve compilare l’elenco dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e diritti di prelazione, nonché l’elenco di tutti coloro che vantano diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari, su cose in possesso o nella disponibilità del fallito, con l’indicazione dei titoli relativi. Gli elenchi sono depositati in cancelleria.

Il curatore deve inoltre redigere il bilancio dell’ultimo esercizio, se non è stato presentato dal fallito nel termine stabilito, ed apportare le rettifiche necessarie e le eventuali aggiunte ai bilanci e agli elenchi presentati dal fallito a norma dell’art. 14.

Art. 90. Fascicolo della procedura.  Immediatamente dopo la pubblicazione della sentenza di fallimento, il cancelliere forma un fascicolo, anche in modalità informati

ca, munito di indice, nel quale devono essere contenuti tutti gli atti, i provvedimenti ed i ricorsi attinenti al procedimento, opportunamente suddivisi in sezioni, esclusi quelli che, per ragioni di riservatezza, debbono essere custoditi separatamente.

Il comitato dei creditori e ciascun suo componente hanno diritto di prendere visione di qualunque atto o documento contenuti nel fascicolo. Analogo diritto, con la sola eccezione della relazione del curatore e degli atti eventualmente riservati su disposizione del giudice delegato, spetta anche al fallito.

Gli altri creditori ed i terzi hanno diritto di prendere visione e di estrarre copia degli atti e dei documenti per i quali sussiste un loro specifico ed attuale interesse, previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il curatore.