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Prima delle modifiche introdotte dalla manovra economica 2010, si può tranquillamente affermare che la gran parte degli accertamenti sintetici era basata sul cosiddetto redditometro, il quale risultava fondato sulla semplice disponibilità, da parte del contribuente, di beni e servizi circoscritti (abitazioni, assicurazioni, autovetture eccetera). Non erano molti i casi in cui l'amministrazione effettuava un accertamento sintetico "puro", cioè basato sulla spesa effettiva, dalla quale partire per determinare presuntivamente il reddito.

Il principio dell'accertamento sintetico sarebbe proprio questo: dalla spesa si ricostruisce il reddito, in conseguenza del ragionamento (per la verità, abbastanza semplicistico) che la spesa sostenuta non può che essere alimentata dal reddito prodotto. Il motivo per cui gli accertamenti sintetici erano prevalentemente basati sul redditometro è molto semplice: bastava incrociare alcuni dati presenti nel sistema dell'anagrafe (ad esempio, relativi all'intestazione dei veicoli, delle abitazioni eccetera) e poi verificare che all'intestazione dei beni seguisse anche l'effettiva disponibilità degli stessi. Mentre, per realizzare l'accertamento sintetico sulle spese effettive, occorreva rintracciare queste ultime e, quindi, in termini di costi/benefici, il redditometro appariva molto più proficuo per l'azione dell'amministrazione finanziaria.

Oggi, però, le informazioni presenti nel sistema dell'anagrafe tributaria sono moltissime, considerando che si arriva fino ai dati delle utenze per l'energia elettrica e alle rate del mutuo.

Per questo, non deve stupire che, in futuro, risulteranno più gli accertamenti sintetici "puri", fondati sulla spesa effettiva, che quelli basati sul redditometro. Con la manovra economica 2010 (decreto legge 78) viene previsto, del resto, che l'accertamento sintetico è effettuato sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo d'imposta. In sostanza, la nuova presunzione – che, comunque, ratifica il concetto di fondo dell'accertamento sintetico anche del passato – stabilisce che le spese sostenute nell'anno risultano "finanziate" dal reddito del medesimo anno.

Tra le spese dell'anno vengono considerate anche quelle – come le stesse abitazioni, le autovetture, le partecipazioni, i conferimenti in società – che in precedenza venivano annoverate tra gli incrementi patrimoniali, per i quali sussisteva la presunzione che le stesse si reputavano sostenute con redditi dell'anno e dei quattro precedenti. E proprio qui sta uno dei punti più delicati: quello di potere dimostrare che certi esborsi sono stati sostenuti con redditi di più anni.

In pratica, il nuovo accertamento sintetico metterà alla prova il buon senso dei funzionari dell'amministrazione, i quali dovranno capire che certe spese, per alcuni contribuenti, non possono che essere il "frutto" di anni e anni di risparmi.

Per il nuovo redditometro si è in attesa del decreto attuativo, che dovrebbe individuare, con coefficienti matematici, la capacità di mantenimento nel tempo di beni, come la stessa abitazione e, comunque, di beni durevoli.