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Si avvia verso la seconda fase il programma italo–albanese per lo sviluppo delle Piccole e medie imprese (Pmi) nel paese balcanico, finanziato dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina e che finora ha visto 19 progetti finanziati per un importo totale di circa cinque milioni di euro. A sancire l’inizio della seconda fase è un convegno su come “Facilitare l’accesso ai crediti alle Pmi albanesi”, che si tiene a Tirana il 27 aprile. Scopo dell’iniziativa è affrontare il tema dell’accesso al credito con i principali soggetti pubblici e privati che operano in Albania, a partire dall’esperienza del Programma italo-albanesi per lo Sviluppo delle Pmi e concentrando l’attenzione sui possibili strumenti e/o interventi che possono contribuire a costruire il rapporto fiduciario. La difficoltà nell’accesso al credito è, infatti, a livello internazionale considerato uno dei principali ostacoli per lo sviluppo delle Piccole e medie imprese. I motivi principali perché ciò avviene sono l’insufficienza di garanzie reali da parte del richiedente, la difficoltà di valutazione e stima delle stesse da parte degli istituti di credito, gli alti costi di transazione in cui spesso incorrono le banche nel processo di valutazione dei progetti aziendali d’investimento e la carenza di dati, informazioni o studi preliminari nella formulazione delle proposte di progetto da parte degli imprenditori proponenti.

Partendo da questi concetti, si è deciso di istituire il Programma in Albania, inserito nella Strategia nazionale di sviluppo del settore privato realizzata dal ministero dell’Economia, del commercio e dell’energia (Mete) di Tirana. L’iniziativa si propone di facilitare l’accesso al credito per le Pmi locali attraverso due strumenti di finanza agevolata (una linea di credito di 25 milioni di euro e un Fondo di garanzia da 2,5 milioni). La sua seconda fase porterà ad allargare il numero e la tipologia delle imprese beneficiarie, riuscendo a coinvolgere Pmi che non hanno una “storia creditoria” consolidata e che per questo hanno maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti dalle banche che operano nel mercato locale.