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La Corte Costituzionale si è pronunciata con sentenza - cfr. G.U. del 31/03/2010- sul ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 29/12/2008, contro la Regione Puglia. In particolare la Corte Costituzionale ha accolto in parte il ricorso, dichiarando incostituzionali alcuni articoli e commi della legge della Regione Puglia n°31/2008.

Importanti le conseguenze di questa sentenza sul mercato delle "rinnovabili" in Puglia. infatti la legge, che originariamente prevedeva una semplificazione dell'iter autorizzativo per gli impianti di potenza dichiarata inferiore a 1 MW, ritenendo sufficiente per poter procedere all'installazione degli impianti unicamente la DIA, di fatto consentiva la possibilità di ridurre significativamente i tempi di realizzazione degli impianti. ciò aveva spinto molti operatori del settore ad orientarsi decisamente su impianti di potenza inferiore a 1 MW, in modo da sfruttare compiutamente i vantaggi proposti dalla normativa, arrivando anche a frazionare progetti originariamente previsti con potenza dichiarata ben superiore ai fatidici 999 kw. oggi, invece, la sentenza della corte costituzionale provoca una battuta d'arresto nelle compravendite di impianti e progetti di impianti con taglia inferiore ad 1 MW: adeguare le domande in toto e quindi far immediatamente richiesta di A.U. o esplorare nel profondo la giurisprudenza? in concreto, quale che sia la scelta, l'investitore/imprenditore si trova a dover fronteggiare un ostacolo in più che rischia di fargli accumulare ritardi nel cronoprogramma, avvicinandolo alla scadenza del 31 dicembre prossimo. conseguentemente molti investitori (soprattutto i principali players del settore) si stanno decisamente orientando su impianti di potenza dichiarata decisamente superiore: nasce quindi la necessità per il "piccolo investitore" di orientarsi con ancora maggior cautela, meglio se supportato da esperti, davanti ad occasioni di investimento, contenenti elementi di rischio economico-finanziario, legato al maggior investimento necessario (per impianti più dimensionati), o elementi di rischio legati all'aspetto normativo incerto (per gli impianti di potenza inferiore ad 1 MW non ancora in esercizio) abstract della sentenza 119/2010:

"LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 1, 2 e 3, della legge della Regione Puglia 21 ottobre 2008, n. 31 (Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale); dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, commi 1 e 2, della citata legge della Regione Puglia n. 31 del 2008; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della legge della Regione Puglia n. 31 del 2008, sollevata, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 7, comma 1, della stessa legge della Regione Puglia n. 31 del 2008, sollevate, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, 3 e 41, della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 marzo 2010."