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Riciclaggio di denaro


 

Il riciclaggio di denaro è l'azione di re-immettere profitti ottenuti con operazioni illecite o illegali all'interno del normale circuito monetario legale.

 L’incriminazione del riciclaggio costituisce uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, la cui attività è caratterizzata da due momenti fondamentali: quello dell’acquisizione di ricchezze mediante atti delittuosi e quello successivo della «pulitura», consistente nel far apparire leciti i profitti di provenienza delittuosa.

 Effetti deleteri del riciclaggio

Il fenomeno del riciclaggio è osteggiato dagli ordinamenti giuridici. Infatti, oltre alla deprecabilità delle condotte criminose "a monte", esso genera inaccettabili distorsioni nel ciclo economico, alterando i normali meccanismi di accumulo della ricchezza e di approvvigionamento delle fonti di finanziamento.

 Il reato di riciclaggio

La condotta di riciclaggio è prevista quale reato nel codice penale: l'articolo 648 bis lo inserisce fra i delitti contro il patrimonio. Tale articolo incrimina chiunque "fuori dai casi del concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa". Tale condotta è punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 1.032 a 15.493 Euro. Ai fini dell'integrazione della condotta criminosa è quindi essenziale che il riciclatore:

- sia estraneo al fatto illecito il cui frutto è il denaro o il bene riciclato;

- conosca la provenienza delittuosa di ciò che sostituisce o trasferisce.

 
 

Il "reimpiego"

Ulteriore fattispecie rispetto al riciclaggio è quella introdotta dall'art. 648 ter del codice penale. Tale norma punisce "chiunque impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, ovvero compie in relazione ad essi operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa". La sanzione penale è la medesima del ricilaggio: reclusione da quattro a dodici anni e multa da 1.032 a 15.493 Euro. A dimostrare l'insidiosità delle condotte appena descritte, si evidenzia come entrambe siano aggravate dalla circostanza della commissione nell'esercizio di una attività professionale.


 

 La normativa anti-riciclaggio

Un'importante azione contro il riciclaggio è stata svolta dal legislatore comunitario, da ultimo con la direttiva 2005/60/CE tradotta nel Decreto Legislativo 231/2007 del 16 Novembre 2007. Tale norma, oltre ad importanti aspetti definitori, conferma la tendenza a limitare l'uso del contante come strumento essenziale nella lotta al riciclaggio, aumentando la pletora dei soggetti obbligati ad adempimenti e comunicazioni alle autorità in caso di operazioni sospette.