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Un programma di trading supportato da garanzia collaterale è un componente di una classe di transazioni che creano liquidità interna ed internazionale necessaria nelle economie di tutti gli Stati del mondo. Questi programmi consistono in transazioni finanziarie internazionali, eseguiti in prima battuta per regolare l'emissione mondiale di moneta sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale, nonché per supportare il finanziamento dello sviluppo socio-economico e i progetti umanitari gestiti da organismi autorizzati. Le transazioni appartengono a quella lunga schiera di operazioni simili usate in un primo momento per aiutare l'Europa dopo la seconda guerra mondiale. Le procedure e i dettagli delle transazioni devono essere conformi alle leggi, alle convenzioni internazionali ed ai protocolli sviluppati negli anni dalla comunità bancaria internazionale e approvati nelle riunioni del G-7 e della Convenzione di Basilea.
Queste procedure, se correttamente applicate, riducono i rischi per tutti i partecipanti all'operazione dell'accettazione ordinaria di moneta cartacea in cambio di un valore tangibile. Il solo rischio è quello del fallimento del sistema finanziario mondiale e del collasso dell'economia mondiale.
Queste transazioni appartengono, pertanto, alla più vasta classe di operazioni che ha il suo polmone nella creazione di credito monetario da parte di un’istituzione finanziaria, che può riguardare la concessione di un mutuo o di un prestito, garantito o no. Nel concedere il mutuo la banca converte il valore patrimoniale, o la credibilità del titolare del conto, in "contanti". Quel credito monetario viene a quel punto accettato nel mercato come un valore che può sostenere l'emissione di nuovo credito, che è a sua volta accettato nel mercato come un valore per supportare un nuovo credito, e così di seguito. Questo processo è chiaramente indicato nel testo "Introductory Money and Banking" ed indica come il sistema bancario esegue le sue funzioni di produttore di nuovo denaro.
Quando una banca emette un prestito, quello che in effetti fa è di accettare l'istruzione del cliente a sborsare il suo credito, sotto forma di denaro, nei confronti di qualcun altro. L'emissione di un assegno, o la richiesta di un trasferimento corrisponde proprio a quella istruzione. Quando la banca paga un assegno o esegue un trasferimento contro una disponibilità di conto, si comporta come produttore di denaro. Le quantità di emissioni periodiche di denaro riflettono l'ammontare di credito (moneta) che è stato sovvenzionato (prodotto) dall'ultima emissione.
La comunità bancaria può produrre denaro in maniera esponenziale, senza limiti, generando una espansione incontrollata di emissione monetaria, creando più liquidità di quanta il flusso dei beni e dei servizi possa richiedere. I governi e i mercati pongono, comunque, dei limiti a queste produzioni ed infatti, se ad ogni ciclo di emissione la linea di credito garantita è minore del valore patrimoniale che lo supporta, allora l'ammontare di moneta prodotta deve diminuire. Riferendoci ancora al succitato testo bancario, il totale della moneta prodotta deve essere limitato al reciproco dello sconto imposto ad ogni livello. Se il credito garantito ad ogni livello è dell'80%, ad es., del valore del patrimonio (scontato del 20%), allora il sistema bancario deve essere capace di produrre denaro (credito) cinque volte di più del bilancio iniziale di prestito.
Negli Stati Uniti la funzione della Federal Reserve è di bilanciare l'offerta di denaro e il Governo usa questo effetto di moltiplicatore del denaro per gestire l'ammontare globale di moneta nel sistema economico. Il Comitato Open market della Federal Reserve americana compra e vende strumenti bancari e, così facendo, crea o estingue crediti che si moltiplicano. In sintesi, il Governo stabilisce le necessità di riserva del sistema bancario, costringendo le banche ad accantonare una parte del loro patrimonio e a depositarlo in un conto infruttifero della Federal Reserve, rendendo quelle somme non disponibili a prestiti o a mutui, riducendo quindi "l'effetto moltiplicatore". Queste transazioni specifiche sono definite in dollari e, quindi, sono soggette al controllo della Federal Reserve. Il fatto che queste transazioni inizino fuori degli Stati Uniti non cambia la sostanza che esse vengano fatte in dollari e che quindi impattano il sistema di emissione americano.
A livello internazionale non c'è la Federal Reserve a stabilire i livelli di riserva monetaria. Quello che c'è, invece, è una serie di accordi e di convenzioni tra i principali Stati, le loro banche centrali, e le principali banche. Queste convenzioni, in aggiunta alle procedure per le transazioni finanziarie in discussione, stabiliscono limiti sulla produzione di denaro, imponendo uno sconto sulla commercializzazione degli strumenti bancari. Lo sconto è stabilito per limitare la crescita della massa monetaria, ed è maggiore di quello che (tasso di interesse) il mercato richiede per coprire il rischio di credito, il tasso di inflazione, ed il costo dell'impiego di denaro. Ad es., il mercato della compravendita dei crediti bancari delle banche primarie può richiedere uno sconto che va dal 4 all'8%. Ora, che cosa succede se i Governi vogliono limitare il fenomeno della moltiplicazione della moneta ad un livello più basso di quello che può generare uno sconto dal 4 all'8%? Essi ingiungono alle banche di vendere le loro emissioni originali con uno sconto maggiore di quello che il mercato richiede.
Problema: chi fa profitto dalla vendita di uno strumento bancario acquistato ad un prezzo inferiore a quello di mercato? Chi è autorizzato a comprare? Che cosa dovrebbe succedere a questo profitto imposto dal Governo? Come dovrebbe essere usato?
Soluzione: Operatori intelligenti, di grande integrità morale, che operano secondo la legge e usano i loro profitti per scopi leciti.
Se le banche potessero operare per loro conto, i profitti andrebbero al sistema bancario, e il limite basato sullo sconto, imposto dal Governo alla crescita monetaria, non funzionerebbe più. Questo è il motivo di base per cui le banche non ovrebbero speculare per loro conto. Esse non possono acquistare strumenti di prima emissione da altre banche, o da “depositanti-investitori”, e devono eseguire le istruzioni dei correntisti.
Di conseguenza, è vero che le banche non possono essere firmataria sul vostro conto, non sono proprietarie del vostro conto, e che a richiesta eseguono vostri ordini, ma solo quando il vostro deposito non è vincolato in investimento.