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Un decalogo di suggerimenti contro le minacce, le violazioni della privacy e gli illeciti posti in essere dalle società di recupero crediti.  

Anche le società di recupero crediti sentono la crisi economica: colpa delle tasche dei cittadini, sempre più vuote, che hanno reso le riscossioni difficilissime. Così, non di rado, gli operatori telefonici ricorrono a mezzi “poco ortodossi”: non si fanno scrupoli, per esempio, ad alzare la voce, a minacciare l’intervento di “esattori”, a preannunciare imminenti espropriazioni immobiliari, ecc.

Spesso, poi, quando lo stalking telefonico diventa più pressante, la ricerca del debitore avviene presso luoghi ove invece dovrebbe essere rispettata la privacy, come il posto di lavoro o l’abitazione di parenti.   Occupandoci di questo delicato argomento, abbiamo, in passato, parlato dell’obbligo del rispetto della privacy da parte delle società di recupero credito (leggi l’articolo: “Debitore tormentato dal recupero crediti: danno da privacy violata”) ed abbiamo anche elencato i limiti entro cui l’attività di recupero crediti può svolgersi (leggi l’articolo “Società di recupero crediti: cosa possono fare e cosa non possono fare”).

  Oggi, invece, vi forniremo un decalogo di suggerimenti per poter difendervi da soli, almeno in prima battuta, salvo poi, nelle ipotesi più gravi di lesioni, ricorrere al vostro legale. Ecco dunque, ciò che dovete sapere e tenere sempre a mente.  

1. Se la società di recupero crediti vi sta telefonando da una numerazione anonima, è vostro diritto chiedere il numero di telefono da cui proviene la chiamata. Difatti, la legge impone alle società di recupero crediti di rendere sempre visibile il numero. Registriamo invece una totale indifferenza a questo obbligo.  

2. È vostro diritto chiedere il nome dell’operatore telefonico: questo perché, nell’ipotesi di abusi o di illeciti, possiate sapere contro chi sporgere le vostre lamentele o, eventualmente, una querela.  

3. Avete il diritto di sapere da quale società vi telefona l’operatore. Spesso gli operatori tendono a far credere di essere dipendenti della società titolare del credito (generalmente una finanziaria, una banca, una società privata). Invece, essi dipendono da società terze, cui il titolare del credito ha affidato l’attività di recupero.  

4. Avete il diritto di rifiutare telefonate in orari “irragionevoli” o telefonate di frequenza superiore al dovuto. In difetto, avrete la possibilità di denunciare l’accaduto, presentando eventualmente una contestazione scritta alla stessa società di recupero.

  5. Avete il diritto di rifiutare telefonate in luoghi inadeguati come, per esempio, il posto di lavoro o l’abitazione di parenti. Anche in questo caso, potrete denunciare la condotta illecita alla stessa società di recupero. Inoltre, nel caso in cui la società di recupero crediti abbia chiesto di voi a vicini di casa o a parenti (anche il coniuge se non è in regime di comunione dei beni), e ad essi sia stata data informazione circa le motivazioni di tale ricerca, avete la possibilità di presentare una denuncia per violazione della privacy e una richiesta di risarcimento del danno.  

6. Avete il diritto a pretendere che l’operatore telefonico assuma un comportamento educato e rispettoso durante la telefonata. Pertanto, se usa espressioni violente, forti o maleducate o arrivi a minacciare l’uso di strumenti di forza che non sono invece consentiti dalla legge nel caso concreto, avete la possibilità di presentare un esposto alle competenti autorità.  

7. Se bussa alla vostra porta un soggetto che si spaccia per “esattore” della società di recupero crediti, avete il diritto di non aprire la porta e di non dare spiegazioni circa il vostro silenzio. Egli, infatti, non riveste alcuna autorità pubblicistica.  

8. Se la società di recupero è riuscita ad ottenere un vostro indirizzo o un numero telefonico che non avete mai fornito al soggetto creditore (la banca, la finanziaria, Sky, ecc.), avete diritto a sapere come tali dati sono stati ottenuti e chi è il soggetto che li tratta e che li ha ceduti.  

9. Se avete pagato il vostro debito e ciò nonostante continuate ad essere ricercati dalla società di recupero crediti, avete il diritto a chiedere la cancellazione dei vostri dati dalle banche dati.  

10. Se la società di recupero crediti ha tentato di rintracciarvi a casa e ha lasciato un avviso affisso sulla porta, avete il diritto di recriminare e di contestare tale condotta perché posta in violazione della privacy. 

 

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Uno dei principi fondamentali su cui si basa l’intervento di recupero crediti giudiziale, è quello di conoscere e valutare anticipatamente la situazione economica e patrimoniale del debitore, per garantire al creditore procedente una seria aspettativa di recuperare il credito insoluto.

Di norma, se a seguito di tali accertamenti, risulta che il debitore non possiede alcun bene utilmente pignorabile, Financial Polis comunica al cliente la non convenienza a dare corso ad azioni legali di recupero crediti giudiziale.

Come è noto, infatti, in caso di esito negativo dell’azione legale, a carico del creditore rimane non solo la partita attiva non soddisfatta, ma anche un ulteriore onere finanziario aggiuntivo costituito dalle competenze legali nonché dalle spese di procedura.

Tuttavia, in alcuni casi, come ad esempio per i crediti di importo elevato, anche in presenza di un esito negativo certo, si rende comunque necessario avviare una procedura Giudiziaria contro il debitore, al solo ed esclusivo fine di portare correttamente in detrazione il credito inesigibile. Tale obiettivo è perseguibile anche tramite una cessione del credito.

Se, invece, dagli accertamenti eseguiti, risulta che il patrimonio del debitore è sufficiente ad estinguere la pretesa creditoria, Fiancial Polis suggerisce al cliente la promozione di un’azione legale di recupero crediti giudiziale, comunicando anticipatamente costi, tempi e probabilità di successo della procedura.

In sostanza, il coordinamento della fase stragiudiziale a quella vera e propria di recupero crediti giudiziale, offre la possibilità di intentare soltanto azioni mirate, ovvero di adire le vie legali solo quando vi è ragionevole certezza di capienza patrimoniale del debitore.

Questo importante aspetto manca nell’ipotesi di un’azione isolata del legale di fiducia del creditore: di solito, salvo casi particolari, i legali sono piuttosto di manica larga nel decidere di procedere contro un debitore senza accertarsi delle sue condizioni economiche; come tutti sanno, atteso che la prestazione di assistenza legale e un obbligazione di mezzo e non di fine, le competenze spettano comunque agli avvocati, sia in caso di esito positivo, che in caso di esito negativo della procedura di recupero crediti giudiziale.