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Lo scudo fiscale potrà essere utilizzato anche nel caso di attività intestate a società fiduciarie o ad altra interposta persona.

E’ uno dei chiarimenti forniti dai tecnici dell’Agenzia delle Entrate ma non è certamente quello che meglio chiarisce i motivi per i quali potrebbe essere utile utilizzare la società fiduciaria.

In effetti il passaggio che risulta più interessante leggendo la circolare dell’Agenzia delle Entrate è quello che prevede che il rimpatrio si considera eseguito nel momento in cui l’intermediario italiano (per esempio la società fiduciaria) assume formalmente in custodia, deposito, amministrazione o gestione il denaro o altre attività finanziarie detenute all’estero, anche senza procedere al materiale trasferimento delle stesse nel territorio dello Stato italiano.

Trattasi, in sostanza, del cosiddetto rimpatrio giuridico ovvero della formula di emersione di attività detenute illegalmente all’estero in grado di assicurare gli effetti della sanatoria fiscale, l’anonimato (ove le attività rimpatriate possano essere oggetto di tassazione a titolo definitivo) ed il mantenimento dello stesso gestore finanziario anche se localizzato all’estero.

In tale ambito risulta però importante rivolgersi ad una società fiduciaria in quanto soltanto per il tramite di tale soggetto risultano rimpatriabili giuridicamente determinate attività (si pensi a quote partecipative di società non quotate o anche strumenti finanziari che richiedono,però, l’intervento di un sostituto d’imposta italiano).

 

Se venisse poi confermato dall’Agenzia delle Entrate che anche le attività patrimoniali (si pensi ad un’opera d’arte, a lingotti d’oro o a un gioiello) possono essere rimpatriate purchè vengano depositate in un caveaux o in cassette di sicurezza amministrate da un intermediario, l’unico soggetto autorizzato ed organizzato per gestire tali situazioni sarebbe la società fiduciaria.

 

La società fiduciaria potrà essere, nel rispetto di quanto previsto dalla Consob con comunicazione n. DI/98086703 del 4 novembre 1998, intestataria delle attività finanziarie estere siano esse titoli, contratti d’investimento o polizze assicurative.

La fiduciaria potrà, adottati i presidi previsti da Consob nella comunicazione n. DIN/8036154 del 18 aprile 2008, inoltre conferire, se richiesto dal cliente, all’intermediario abilitato (italiano od estero), di una procura speciale a ricevere direttamente le istruzioni da parte dei fiducianti, senza l’interposizione fattuale della fiduciaria medesima (che rimarrebbe peraltro giuridicamente interposta fra cliente/fiduciante e intermediario).

Non resta quindi che attendere gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e poi decidere se e a chi rivolgersi per fare questo nuovo (e pare ultimo) scudo fiscale.