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Operazioni di Cartolarizzazione per Enti Locali

 
La Cartolarizzazione è una tecnica finanziaria nata negli USA alla fine degli anni ’70. La sua diffusione come strumento di raccolta fuori bilancio e come fonte alternativa di reddito è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, tanto tra gli Enti del settore privato che tra quelli del settore pubblico. In Italia, la disciplina fondante delle cartolarizzazioni è contenuta nella legge 130/90.
In termini generali la cartolarizzazione può essere descritta come un processo di trasformazione in titoli negoziabili (definiti con la terminologia anglosassone asset backed securities e abbreviati con l’acronimo ABS) di un pool di attività “illiquide” in grado di generare flussi di cassa determinati o statisticamente stimabili: frequentemente una massa di crediti, ma, più in generale, qualunque complesso di attività in grado di generare un cash flow relativamente regolare nel corso di un certo arco temporale.
La cartolarizzazione, traduzione del termine inglese securitization, consta dunque di due fasi: la cessione di crediti che producono flussi finanziari pluriennali e la successiva emissione di titoli negoziabili e collocabili sul mercato che incorporano il valore dei crediti ceduti.
 

Sulla base della nostra esperienza, i crediti comunali potenzialmente oggetto di cartolarizzazione possono essere ricondotti alle seguenti categorie

 


 

Lo strumento della cartolarizzazione consente all’Ente di raggiungere i seguenti obiettivi