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Decreto compensazione debiti e crediti PA. DM 22 maggio 2012

 

Ecco il Decreto compensazione debiti e crediti PA
Le imprese possono utilizzare i crediti verso la PA per compensare debiti iscritti a ruolo entro il 30 aprile 2012: i modelli di domanda e le istruzioni per la compensazione nel DM in Gazzetta Ufficiale dal 2 luglio.

Tempo fa avevamo fornito alcune linee guida su come richiedere la certificazione per i crediti con la Pubblica Amministrazione. Oggi possiamo affermare che tale strumento è operativo.

Il range della cifra esigibile va da un minimo di 1000 euro a un massimo di 2 miliardi di euro (al netto di rimborsi o compensazioni parziali già ottenuti) e deve trattarsi di crediti che hanno generato residui passivi iscritti in bilancio al 31 dicembre 2011, classificabili come spese per “consumi intermedi” delle Amministrazioni statali,

La richiesta di assegnazione di titoli di Stato va presentata all’Amministrazione statale che della fornitura ha usufruito con la compilazioni di appositi moduli scaricabili sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it) e la consegna dei medesimi (anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento) agli uffici competenti del Ministero debitore entro il 27 luglio 2012.

La domanda deve contenere: cognome, nome, data, luogo di nascita del creditore (oppure nome della società o dell’ente), codice fiscale, residenza/sede legale ed eventuale domicilio fiscale (se differente), indicazione dell’Amministrazione statale debitrice, ammontare del credito, data della stipula del contratto relativo alla fornitura di beni o servizi, estremi della fattura, importo del credito eventualmente ottenuto a parziale rimborso, importo del credito per il quale si richiede l’estinzione mediante titoli di Stato (soltanto valori multipli di 1000 euro), importo del credito rimanente, per il quale si richiede l’estinzione mediante le solite procedure, indicazione della banca di accredito dei titoli (con codice ABI e CAB).

In seguito a controlli e verifiche, entro il 30 novembre saranno assegnati a questi richiedenti speciali CCT (Certificati di credito del Tesoro) con decorrenza 1 dicembre 2012 e scadenza 1 dicembre 2016 a tasso d’interesse fisso pagabile in rate semestrali posticipate. La quota del tasso di interessa sarà stabilita contestualmente al decreto di emissione dei suddetti titoli.

La certificazione dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione statale e locale, può essere utilizzata per compensare debiti nei confronti della PA: lo prevede il terzo dei quattro decreti MEF presentati lo scorso 22 maggio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.152 del 2 luglio, con le procedure da seguire e le caratteristiche dei crediti e debiti compensabili. Il provvedimento fa parte del Pacchetto del Governo per contenere il problema dei ritardi nei pagamenti dalla PA, oltre al quale è stato pubblicato anche il Decreto Ministeriale che consente di trasformare i crediti in Titoli di Stato (in attuazione del DL Liberalizzazioni).

Debiti e crediti in compensazione

Si possono utilizzare i crediti certificati per pagare, parzialmente o integralmente, i seguenti debiti, per i quali in ogni caso deve essere stata emessa cartella di pagamento entro il 30 aprile 2012:

  • tributi erariali, regionali e locali,
  • contributi assistenziali e previdenziali,
  • premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali,
  • entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione,
  • oneri accessori, aggi e spese a favore dell’ente di riscossione,
  • imposte previste all’articolo 29 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dallalegge del 30 luglio 2010 n. 122 (fra cui crediti d’imposta per attività di ricerca, detrazione per riqualificazione energetica).

Un successivo decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze potrà estendere la compensazione anche ad altre entrate riscosse mediante ruolo.

Il decreto sottolinea (art 3) che si possono utilizzare in compensazione anche i crediti certificati verso gli enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti. Significa che sono utilizzabili crediti verso aziende sanitarie locali e ospedaliere,istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici (anche se trasformati in fondazioni), aziende ospedaliere universitarie integrate con il SSN, istituti zooprofilattici di cui al decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270.

La procedura

L’azienda titolare del credito deve presentare la certificazione ottenuta presentando la domanda secondo le istruzioni previste nei rispettivi decreti del MEF (certificazione crediti vero lo Stato oppure certificazione crediti verso la PA locale), all’agente di riscossione competente per i debiti che intende pagare. Nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, l’azienda è tenuta, contestualmente, ad indicare all’agente della riscossione le posizioni debitorie che intende estinguere. Se manca questa indicazione, decide l’agente della riscossione secondo le priorità previste dall’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. L’agente della riscossione ritira la certificazione originale e ne consegna una copia timbrata per ricevuta al titolare del credito. Entro tre giorni lavorativi verifica la validità della documentazione, mediante richiesta all’Amministrazione debitrice trasmessa con posta elettronica certificata oppure utilizzando, dove è possibile, la piattaforma elettronica disciplinata con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze (art. 13, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183). L’amministrazione debitrice deve rispondere entro 10 giorni, e l’agente di riscossione comunica all’azienda l’esito della verifica. A questo punto, se tutto è andato bene, il debito dell’azienda nei confronti della PA si estingue «limitatamente all’importo corrispondente al credito certificato e utilizzato in compensazione» e l’azienda ritira l’attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello del competente agente della riscossione. L’avvenuta compensazione è comunicata dall’agente della riscossione all’ente debitore e a quello impositore entro cinque giorni lavorativi (sempre attraverso posta elettronica certificata o piattaforma elettronica). L’agente della riscossione comunica mensilmente, entro il decimo giorno di ciascun mese, al ministero dell’Economia, l’ammontare delle compensazioni effettuate con l’indicazione del tributo, degli oneri accessori, degli aggi e delle spese a favore dell’agente della riscossione oggetto di compensazione.

L’estinzione del debito per compensazione non comporta oneri di riversamento in capo all’agente della riscossione.

Restano dovuti gli eventuali interessi di mora e l’aggio (di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112), maturati dal momento della quantificazione del debito fino alla data di estinzione del debito. E’ possibile che l’azienda abbia scelto di utilizzare in compensazione solo una parte del credito certificato. In questo caso, l’importo del credito utilizzato è annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall’agente della riscossione: il credito residuo può essere utilizzato solo se la copia della certificazione é accompagnata dall’attestazione di avvenuta compensazione.

Il debito compensato

A questo punto, l’azienda ha estinto il suo debito e la PA resta invece debitrice verso l’ente a cui è stata presentata la certificazione. L’importo oggetto della certificazione deve essere pagato entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione stessa. Se l’ente debitore non paga, l’agente della riscossione lo comunica ai ministeri dell’Interno e dell’Economia, e l’importo dovuto viene recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. Fanno eccezione, da questi recuperi, le risorse destinate al finanziamento corrente del servizio sanitario nazionale. Se il recupero delle somme non è possibile, si procede alla riscossione coattiva.

Procedura da percorrere anche perchè i rendimenti dei Titoli di Stato sono interessanti.

Grazie dell'attenzione

 

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La Ristrutturazione del Debito dell'Ente

Negli ultimi anni il progressivo esaurimento dei fondi statali per il finanziamento di opere pubbliche ha spinto gli Enti Locali a ricercare da un lato nuove forme di finanziamento quali BOC, BOP, BOR e dall'altro a perseguire politiche di gestione attiva dell'indebitamento.
La gestione attiva del proprio indebitamento consente di ottimizzare il costo e di minimizzare i rischi, contribuendo altresì alla stabilità dell'equilibrio finanziario della gestione di cassa e di bilancio.
I prodotti di Finanza Derivata sono gli strumenti che solitamente vengono utilizzati nei processi di ristrutturazione del debito, al fine di consentire una gestione oculata dei rischi finanziari e una presenza attiva e dinamica nei confronti della variabilità dei tassi di interesse.

 

Obiettivi della ristrutturazione del debito

 

L'Ente Locale, attraverso la gestione attiva del proprio indebitamento, può perseguire diverse finalità:

portare benefici al bilancio, attraverso un minor onere in termini di interessi; ridurre il profilo del rischio dell'indebitamento, attraverso la modifica dei tassi di interesse; modificare la composizione dell'indebitamento, qualora vi sia una sovraesposizione ai tassi fissi o ai tassi variabili, al fine di conseguire una situazione finanziaria più equilibrata, in armonia con le aspettative di mercato e con la gestione economica dell'Ente; rimodulare i flussi in uscita in funzione delle entrate previste in bilancio.

 

Gli strumenti della ristrutturazione del debito

Gli strumenti base della ristrutturazione del debito sono i seguenti:

  1. “swap" di tasso di interesse
  2. acquisto di "forward rate agreement"
  3. acquisto di "cap" di tasso di interesse
  4. acquisto di "collar" di tasso di interesse

Attraverso tali strumenti è possibile fissare un livello massimo e minimo di tasso di interesse e trasformare l'indebitamento a tasso fisso in indebitamento a tasso variabile e viceversa. Ciò nel presupposto che le operazioni in derivati:

non prevedano una scadenza posteriore alle sottostanti passività; siano corrispondenti a passività effettivamente dovute; siano indicizzate esclusivamente a parametri monetari di riferimento nell'area dei Paesi appartenenti al Gruppo dei Sette più industrializzati.

 

Descrizione degli strumenti

SWAP: lo "swap" di tasso di interesse è un contratto tra due soggetti che assumono l'impegno di scambiarsi regolarmente flussi di interessi, collegati ai principali parametri del mercato finanziario, su un capitale di riferimento (detto Notional), secondo modalità, tempi e condizionati prestabiliti. FORWARD RATE AGREEMENT: è l'acquisto di "forwad rate agreement" è un contratto in cui due parti concordano il tasso di interesse che l'acquirente del forward si impegna a pagare su un capitale stabilito ad una determinata data futura. CAP: è l'acquisto di "cap" di tasso di interesse è un contratto in cui l'acquirente viene garantito da aumenti del tasso di interesse da corrispondere oltre il livello stabilito. COLLAR: è l'acquisto di "collar" di tasso di interesse è un contratto in cui all'acquirente viene garantito un livello di tasso di interesse da corrispondere, oscillante all'interno di un minimo e un massimo prestabiliti.